domenica, maggio 25, 2008
martedì, aprile 22, 2008
La Storta, Roma: inutile commento ad una delle tante violenze sulle donne
Direi, in questa giornata di pioggia su Roma, che noi donne possiamo dirci stufe: del parlare di aggressioni e stupri in modo intermittente, dell'individuazione del "nemico delle donne" nel rumeno di turno (ricordiamo che nel 75% dei casi la violenza avviene per mano di teneri papà, mariti, fratelli, zii, vicini).
Sempre gli stessi discorsi, in una società che continua a guardare alla donna come fosse uno strano incrocio di utero-mammelle-e un vago cervello.
Sempre gli stessi discorsi, in una società che continua a guardare alla donna come fosse uno strano incrocio di utero-mammelle-e un vago cervello.
mercoledì, aprile 16, 2008
Elezioni, Italia, Arcore, novità, modernizzazione, ministri perbene, pernacchie a Bruxelles e nuovi kapò da etichettare
Ebbene sì, ci voleva. Il grande ritorno è ormai realtà. Dalle colline di Arcore si leva il grido di vittoria, i tamburi (o forse sono fucili, ma non ci è dato saperlo) tuonano nel cammino verso Roma.
Vittoria netta per il Pdl che, per chi non lo sapesse, è il vero ed unico Polo delle LIBERTA'. Perché la libertà è una cosa seria, ed essere liberi dalle costrizioni costituzionali e morali è una meta che solo i grandi sanno raggiungere.
Direi che ci siamo molto vicini.
Complimenti dunque a chi ha compilato con cura e saggezza le schede elettorali scegliendo per la libertà: dal pensiero, dal futuro, dal rinnovamento, dall'integrità.
Complimenti agli amici operai del Nord - e forse non solo del Nord - che si sono convinti - non senza qualche aiutino da sinistra - che il liberismo li salverà dal fumo delle fabbriche e li condurrà ad una vita migliore. Con molta libertà.
Complimenti ai credenti di diverse fedi, che hanno rivalutato pernacchie e corna fotogeniche attribuendo loro carattere di rinnovamento e cambiamento. E libertà.
Complimenti alla sinistra che non ha saputo tapparsi il naso per una volta, e che ora avrà tutto il tempo per ripensare ai grandi di un tempo che in Parlamento c'erano.
Loro sì che ora hanno la libertà.
Complimenti a tutti, e che il futuro ci possa sorridere.
Vittoria netta per il Pdl che, per chi non lo sapesse, è il vero ed unico Polo delle LIBERTA'. Perché la libertà è una cosa seria, ed essere liberi dalle costrizioni costituzionali e morali è una meta che solo i grandi sanno raggiungere.
Direi che ci siamo molto vicini.
Complimenti dunque a chi ha compilato con cura e saggezza le schede elettorali scegliendo per la libertà: dal pensiero, dal futuro, dal rinnovamento, dall'integrità.
Complimenti agli amici operai del Nord - e forse non solo del Nord - che si sono convinti - non senza qualche aiutino da sinistra - che il liberismo li salverà dal fumo delle fabbriche e li condurrà ad una vita migliore. Con molta libertà.
Complimenti ai credenti di diverse fedi, che hanno rivalutato pernacchie e corna fotogeniche attribuendo loro carattere di rinnovamento e cambiamento. E libertà.
Complimenti alla sinistra che non ha saputo tapparsi il naso per una volta, e che ora avrà tutto il tempo per ripensare ai grandi di un tempo che in Parlamento c'erano.
Loro sì che ora hanno la libertà.
Complimenti a tutti, e che il futuro ci possa sorridere.
venerdì, aprile 11, 2008
Sciopero terminato
Ho lasciato passare qualche giorno, onde evitare di lanciarmi in "yuppi yullallàaaaa" eccessivi.
Ma devo dirlo, con la stessa partecipazione con cui ho seguito lo sciopero per un intero mese: abbiamo vinto.
Lo sciopero è terminato. Da due giorni i lavoratori sono tornati a macchine e attività quotidiane.
Nei prossimi due mesi si terrà quindi la tavola rotonda tra le parti sociali, che si spera porti ad una soluzione di lungo periodo.
Questo blog se ne occuperà, dunque, anche in futuro...
Per ora yuppi yullallà!
Ma devo dirlo, con la stessa partecipazione con cui ho seguito lo sciopero per un intero mese: abbiamo vinto.
Lo sciopero è terminato. Da due giorni i lavoratori sono tornati a macchine e attività quotidiane.
Nei prossimi due mesi si terrà quindi la tavola rotonda tra le parti sociali, che si spera porti ad una soluzione di lungo periodo.
Questo blog se ne occuperà, dunque, anche in futuro...
Per ora yuppi yullallà!
mercoledì, aprile 02, 2008
Un volto. E giusto quello: Andreas Meyer, direttore FFS
Riunione straordinaria questa mattina a Zurigo per le FFS. E' giunto il momento di presentare pubblicamente la situazione finanziaria dell'azienda. Lo hanno fatto come previsto, con dati traballanti e scuse forse un pochino troppo "informali".
Sta di fatto che nessuno sembra cedere di un passo: lo sciopero continua e la dirigenza delle ferrovie afferma oggi addirittura che, qualora gli operai non dovessero tornare al lavoro, vi sarà il trasferimento delle attività svolte a Bellinzona in altro luogo, eventualmente anche estero.
Lo scontro rimane forte e, alla continuazione dello sciopero della fame di Maria, si accompagnano altre misure (manifestazioni, espressioni di solidarietà, progetti di blocco stradale e ferroviario), che continuano ad evidenziare il seguito, sempre più numeroso, avuto dalla protesta.
Basti pensare all'e-mail inviata dal direttore del Tg ticinese, che si scusa con un cittadino scontento per le mancanze riscontrate in questi ultimi giorni nei servizi e nella copertura degli eventi. Ma si pensi anche alla raccolta firme in atto per la richiesta di licenziamento del Cda delle FFS, e a quella inviata a politici e al ministro Leuthard.
E' sempre più difficile seguire in presa diretta tutte le iniziative, perché la vivacità di azione dei cittadini è decisamente sorprendente. Un esempio tra tutti: in risposta a chi sosteneva che la restante parte della Svizzera si opponesse fermamente allo sciopero, i dati di un sondaggio di qualche giorno fa (65% a favore nella zona tedesca, 73% in quella francese), e le cartoline che ritraggono la folla accorsa alla manifestazione di domenica (12000 persone...neppure al concerto di Bowie ne ho viste cosi tante) con i "cari saluti dal Ticino" inviate ai membri del Parlamento.
La speranza è che chi deve intervenire intervenga, onde evitare la disaffezione crescente dei cittadini nei confronti delle istituzioni. E che questa soluzione possa andare anche controcorrente, perchè il concetto di rispetto e giustizia non si tramuti in uno sputo di arroganza.
Qualcuno stamani ha affermato che gli operai hanno comunque già vinto una importante battaglia, perché capaci di risvegliare un'area vastissima, di portarla per strada, facendole abbandonare il tradizionale "va tutto bene" che anticipa sfaceli.
Certamente è cosi. Ma ritengo che ciò che questa lotta ha fatto sinora sia molto di più: ha scosso, terrorizzato, fatto cadere mascherine da benpensanti incapaci. Ha creato un precedente. Che non dimenticheremo.
Ora Meyer ha un volto. Ma molti altri lo hanno acquisito. E sarà difficile nascondersi dietro ad etichette di partito alle prossime elezioni. Inizi il gioco della sedia... e pronti ad accaparrarsene una quando si spegnerà la musica.
Sta di fatto che nessuno sembra cedere di un passo: lo sciopero continua e la dirigenza delle ferrovie afferma oggi addirittura che, qualora gli operai non dovessero tornare al lavoro, vi sarà il trasferimento delle attività svolte a Bellinzona in altro luogo, eventualmente anche estero.
Lo scontro rimane forte e, alla continuazione dello sciopero della fame di Maria, si accompagnano altre misure (manifestazioni, espressioni di solidarietà, progetti di blocco stradale e ferroviario), che continuano ad evidenziare il seguito, sempre più numeroso, avuto dalla protesta.
Basti pensare all'e-mail inviata dal direttore del Tg ticinese, che si scusa con un cittadino scontento per le mancanze riscontrate in questi ultimi giorni nei servizi e nella copertura degli eventi. Ma si pensi anche alla raccolta firme in atto per la richiesta di licenziamento del Cda delle FFS, e a quella inviata a politici e al ministro Leuthard.
E' sempre più difficile seguire in presa diretta tutte le iniziative, perché la vivacità di azione dei cittadini è decisamente sorprendente. Un esempio tra tutti: in risposta a chi sosteneva che la restante parte della Svizzera si opponesse fermamente allo sciopero, i dati di un sondaggio di qualche giorno fa (65% a favore nella zona tedesca, 73% in quella francese), e le cartoline che ritraggono la folla accorsa alla manifestazione di domenica (12000 persone...neppure al concerto di Bowie ne ho viste cosi tante) con i "cari saluti dal Ticino" inviate ai membri del Parlamento.
La speranza è che chi deve intervenire intervenga, onde evitare la disaffezione crescente dei cittadini nei confronti delle istituzioni. E che questa soluzione possa andare anche controcorrente, perchè il concetto di rispetto e giustizia non si tramuti in uno sputo di arroganza.
Qualcuno stamani ha affermato che gli operai hanno comunque già vinto una importante battaglia, perché capaci di risvegliare un'area vastissima, di portarla per strada, facendole abbandonare il tradizionale "va tutto bene" che anticipa sfaceli.
Certamente è cosi. Ma ritengo che ciò che questa lotta ha fatto sinora sia molto di più: ha scosso, terrorizzato, fatto cadere mascherine da benpensanti incapaci. Ha creato un precedente. Che non dimenticheremo.
Ora Meyer ha un volto. Ma molti altri lo hanno acquisito. E sarà difficile nascondersi dietro ad etichette di partito alle prossime elezioni. Inizi il gioco della sedia... e pronti ad accaparrarsene una quando si spegnerà la musica.
domenica, marzo 30, 2008
12000
E già si inizia a parlare di nuove modalità di protesta, dall'occupazione simultanea di più stazioni ferroviarie, al rifiuto di pagare il biglietto sui mezzi pubblici. Il tutto per stimolare una - ora più che mai - necessaria reazione e responsabilizzazione delle autorità, sia a livello cantonale che federale.

Qualche anno fa, quando lessi per la prima volta il preambolo della Costituzione svizzera, mi ritrovai a pensare che era la più bella ed intensa che avessi mai visto. La ripropongo qui sotto, aggiungendo che oggi non può non sorgere il dubbio che quella che dovrebbe essere la legge fondamentale di uno Stato, che ne delinea i caratteri profondi e irremovibili, possa diventare carta straccia con una facilità impressionante.
In nome di Dio Onnipotente,
Il Popolo svizzero e i Cantoni,
Consci della loro responsabilità di fronte al creato,
Risoluti a rinnovare l’alleanza confederale e a consolidarne la coesione interna, al fine di rafforzare la libertà e la democrazia, l’indipendenza e la pace, in uno spirito di solidarietà e di apertura al mondo,
Determinati a vivere la loro molteplicità nell’unità, nella considerazione e nel rispetto reciproci,
Coscienti delle acquisizioni comuni nonché delle loro responsabilità verso le generazioni future,
Consci che libero è soltanto chi usa della sua libertà e che la forza di un popolo si commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri,
si sono dati la presente Costituzione:
sabato, marzo 29, 2008
Al silenzio dei politici si risponde con un altro sciopero
Speriamo non si debba arrivare a dar ragione al bossismo, che scardina l'ideale dell'unità a favore del separatismo. Io lo spero. Perché ho sempre visto negli eventi storici il pericolo del ritorno, ma anche l'ambizione del progresso.
Dobbiamo preparare le monetine, cari politici?





